The magic number

Premessa: è la mia opinione e, in quanto tale, non vuole essere “la verità”, nè una critica verso chi intende o ha inteso finora il mercato in maniera diversa. Confrontiamoci, però: apriamo un dibattito sul tema.

Leggo spesso che la Juventus dovrebbe seguire, secondo giornalisti ed esperti di mercato, le strategie di società come Borussia Dortmund ed Atletico Madrid per poter ambire, con una gestione simile, a raggiungere i loro recenti risultati in campo europeo. Non so bene nè cosa abbiano in comune, nè cosa voglia dire. Un modello, però, ce l’ho ben chiaro in mente ed è molto simile alla filosofia messa in pratica dal Real Madrid. Non mi sto riferendo, ovviamente, al fare acquisti a 8 zeri (quelli li fanno solo loro), ma al modo di ottimizzare al meglio la rosa.

Per spiegarmi meglio, vi propongo un parallelo tra loro e noi, tenendo a mente come il numero perfetto di giocatori professionisti per me sia 22 (sforabile a 23, non di più). Restare dentro quel numero servirebbe non solo a risparmiare ma, appunto, ad evitare acquisti inutili o a commettere il classico errore per cui “tre terzini decenti facciano un terzino forte”. Ma andiamo con ordine.

Partiamo dagli estremi difensori per capire cosa “aggiusterei” e cosa copierei.

Dietro il titolare Casillas, il Real ha un portiere esperto come Navas (28 anni), preso quest’anno dal Levante (dove era titolare) per garantire un cambio affidabile (il ruolo di portiere è importante) e un 22enne, Pacheco, prodotto delle giovanili del club. Ecco, il nostro terzo portiere ha 32 anni (e il secondo 37). Nella “mia” Juventus ideale, uno dei tre portieri sarebbe certamente un ragazzo della Primavera presente o passata, risparmiando così un ingaggio decisamente inutile (non vi devo ricordare il numero di presenze di Rubinho in bianconero, con buona pace delle provocazioni di Conte che lo ha eletto a “uomo simbolo” dell’ultimo Scudetto).

BUFFON
STORARI
UNOACASO

Passiamo ai difensori. Il Real ne ha 8 in tutto: due terzini destri (Arbeloa e Carvajal), quattro centrali (Pepe, Varane, Sergio Ramos e Nacho) e due terzini sinistri (Marcelo e Coentrão). Di questi, 3 sono un prodotto della cantera: Arbeloa, Carvajal e Nacho, costati complessivamente 3-4 milioni di euro (niente).

Da noi, i difensori sono… boh? Quanti? 11? Chiellini, Caceres, Ogbonna, Barzagli, Bonucci, Lichtsteiner, Evra, Motta e Marrone sicuri, più Romulo (che è?) ed Asamoah (che ormai gioca terzino). E, volendo, anche Padoin (ma il buon Simone è il classico jolly tuttofare e non lo contiamo). Di questi, solo uno è un prodotto delle giovanili a basso costo ed è probabilmente anche l’ultimo della lista davanti al solo Motta (tradotto: non giocherà mai e non serve a nulla). Intendiamoci su questo punto: Evra e Barzagli, pur essendo arrivati a parametro zero, NON sono giocatori a basso costo: il loro ingaggio è parecchio elevato e la loro incidenza annua sulla “potenza di fuoco” bianconera è elevata. Per “basso costo” intendo appunto un giocatore come Marrone che ci è costato zero e che ha un ingaggio sostenibile persino dal Sassuolo.

Torniamo al Real. Da loro, e in qualsiasi altra squadra gestita in maniera simile, almeno un ragazzo delle giovanili avrebbe trovato posto negli 8 (e non negli 11+1, che non ha senso!), pur gradualmente e partendo dalla panchina. Invece di prendere Ogbonna come settesimo centrale, ad esempio, sono piuttosto sicuro che avrebbero tenuto in rosa Marrone (sano, ovviamente. E qui c’è da fare una valutazione definitiva: sto ragazzo è recuperabile o è perennemente rotto e inaffidabile?) a fare da riserva a Bonucci, risparmiando anche in questo caso un bel po’ di soldi (sia di ingaggio che di cartellino).

Avrei fatto lo stesso anche io e, dall’anno prossimo, uno dei 4 centrali della mia Juventus sarebbe sicuramente un giovane (se non Marrone, vedo bene Rugani), con buona pace di uno dei big. Io poi sono un integralista e oserei anche di più: un altro dei miei 8 potrebbe tranquillamente essere Mattiello (che comunque qualcuno mi deve spiegare cosa ci faccia da tredicesimo difensore o da nono centrocampista in rosa se è pure un fuoriquota in Primavera… e parliamo di uno degli U19 più apprezzati e promettenti d’Italia! Lo bruciamo e basta così), andando ulteriormente a risparmiare in ingaggi e ad ottimizzare la rosa (facciamo ad esempio che si taglia il contrattone del 34enne Evra).

LICHTSTEINER
CHIELLINI
BONUCCI
ASAMOAH
CACERES
BARZAGLI
MARRONE/RUGANI
MATTIELLO

A questo punto urge un chiarimento pratico. “Ma non ti sei rinforzato!” direte voi. “Anzi, l’anno prima…”. Fermi. Funziona comunque così: se Marotta dovesse trovare il modo l’estate prossima di arrivare ad un difensore più forte chessò di Bonucci, nulla gli impedirebbe di tesserarlo. Il problema non è chi viene, ma al posto di chi. La filosofia della rosa di 22/23 giocatori la riassumerei con un sostantivo: “sostituzione”. Marotta in quel caso dovrebbe “sostituire” Bonucci col nuovo arrivato, vendendo Bonucci. Gli obiettivi dovrebbero restare sempre due: 1) sostituire i titolari o le riserve con giocatori più forti di loro e, quindi, 2) non comprare giocatori “discreti” (es. Ogbonna) solo “per fare numero” e genericamente “rinforzare il reparto”: così facendo, non farebbero infatti che togliere il posto proprio ai Marrone/Rugani/Mattiello, quei giovani che ti servono per ammortizzare i costi e abbassare il monte stipendi. Tolto il giovane (o i due giovani), gli altri sarebbero tutti sostituibili con gente – se riuscissimo a trovarla – più brava o più economica (ma dallo stesso rendimento) di loro senza tornare nuovamente a 11-12 difensori che è follia e aumentando la qualità di quei giocatori che scendono più di frequente in campo. In altre parole: la squadra non la rinforzi aggiungendo un altro “discreto” difensore (che giocherebbe comunque poco) in rosa, ma sostituendo un titolare con uno più forte di lui. Non ti rinforzi tanto se al posto di Rugani come nono difensore prendi Astori (per farvi un esempio), ma se al posto di Bonucci prendi Hummels o Sergio Ramos sì (il calcio è bello perchè ognuno ha una sua opinione e so che per qualcuno Bonucci è superiore ad entrambi: sostituite questi due nomi con chi ritenete più forte di lui, il mio era nuovamente solo un esempio).

Chiaro il concetto, no?

Passiamo ai centrocampisti. Quelli del Real sono 7. Sono tutti “comprati”, ma si sa che a Madrid – avendo i soldi – preferiscono investirli, e tanti, proprio a centrocampo. Ecco, diciamo che in questo reparto non riusciremo mai a raggiungerli complessivamente come qualità, ma continuamo a guardare al numero: 7. Il numero giusto, senza gente che è in rosa e non gioca praticamente mai.

Da noi ci sono 5 centrali per 3 posti (e nessuno di questi è il trequartista che tanto servirebbe ad Allegri, paradossalmente) e due jolly come Padoin e Romulo (Pepe non lo considero). Valuterei fino a fine stagione rendimento e condizioni di Romulo (avevo delle perplessità tattiche già prima dei suoi infortuni: ora andrebbe rivalutato “sotto tutti i punti di vista”) e saluterei Pepe (un abbraccio grande). Poi, come detto, mantenendo in 7 il numero di giocatori nel quale muoversi, mi preoccuperei semmai di sostituire, come spiegato prima, un titolare con un altro titolare più forte. Senza accumulare o sommare, ma vendendo e comprando nello stesso ruolo/”rango” (parola bruttissima da usare nel calcio, ma così ci si capisce). 7 deve essere il mantra e deve spingere a migliorarne la qualità “per sostituzione”, non per “addizione”. Facciamo un esempio pratico: invece di prendere chessò Sneijder e aggiungerlo a quelli che già abbiamo ragionando solo a breve termine, meglio vendere Vidal (estremizzo) o monetizzare Pereyra e investire i soldi che avremmo speso per Sneijder più il bottino della cessione per acquistare un giocatore di livello superiore sia a Sneijder, sia a Vidal (fuoriruolo) o Pereyra. Ti serve il trequartista, insomma? Prendilo forte.

PIRLO
POGBA
VIDAL
MARCHISIO
PEREYRA
ROMULO
PADOIN

Nota: Sturaro è un low cost interessante.

Chiudiamo con l’attacco. Nel Real Madrid ci sono Cristiano Ronaldo e Benzema, certo. Poi però le riserve sono un canterano come Jesè e un low cost come il Chicharito (che ha preso il posto di un altro ex canterano come Morata). La squadra più ricca e più forte del mondo, sì, l’anno scorso ha vinto la decima Champions con 2 equivalenti dei nostri “Primavera” su 4 attaccanti.

Noi, attualmente, abbiamo 5 giocatori in reparto. Capisco la moda (tutta italiana) di averne “almeno” 5, ma i numeri ci dicono comunque come il quinto in realtà giochi davvero pochissimo e sia spesso meno necessario di quel che si pensi. Quest’anno la maglia nera pare spetti a Giovinco che ha disputato 184’ sui 1530’ a disposizione tra campionato e Supercoppa e 38’ sui 540’ di Champions League. Un apporto al quale si sarebbe anche potuto rinunciare (risparmiando un bel po’ di ingaggio) impiegando con più continuità il quarto attaccante, Coman (che, a dirla tutta, con rispettivamente 211’ e 0’ non è che abbia poi giocato tanto di più…). E sì, lo so che Giovinco sta rifiutando tutte le cessioni, ma il mio è un discorso teorico che per metterlo in pratica necessita di qualche sacrificio e di una programmazione futura che serva proprio ad evitare queste situazioni. Quest’anno è, ad ogni modo, comunque MOLTO meglio che in passato (uno dei 5 è 18enne, un altro 22enne, tra l’altro), quando siamo arrivati ad averne anche sei assieme, tutti in età avanzata e nessuno a basso costo, con evidente spreco di risorse e denari.

TEVEZ
LLORENTE
MORATA
COMAN
GIOVINCO

L’obiettivo per la prossima stagione dovrebbe restare quindi quello di mantenere un numero di massimo 5 giocatori sostituendo certamente Giovinco (costa più di quel che “produce”), possibilmente con Berardi, e – se proprio si vuole ulteriormente investire – sostituendo Llorente (sapete quanto mi piaccia) con uno ancora PIU’ FORTE di lui.

Morale: sono fermamente convinto che se non avessimo “sprecato” soldi nei vari Giaccherini, Ogbonna, Isla, Romulo, Peluso, Evra, Giovinco eccetera (intendiamoci: un acquisto lo si può anche sbagliare, ma spendere queste cifre per dei panchinari o – peggio – a volte per la riserva della riserva… non esiste!) e li avessimo investiti per sostituire qualche titolare con altri di livello ANCORA superiore, ci saremmo rafforzati di più. Con il senno di poi è sempre facile, certo, ma lo scopo di questo mio articolo non è certo candidarmi alla successione di Marotta, quanto cercare di far capire come, con una filosofia differente, si sarebbe potuto fare qualcosa di diverso e forse, chissà, di migliore. O quantomeno: c’è stata una necessaria fase in cui si è dovuto per forza di cose rivoluzionare l’intera rosa lavorando di quantità. Bene, lo accetto: ora però è il momento di compiere lo step successivo.

P.S.
Le squadre le devono fare le Società, per questo motivo. Loro progettano nel medio periodo, gli allenatori ragionano (giustamente) solo con la propria pancia.

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