Questa immagine è, più o meno, la fotografia del libro oggi.
Il file di lavoro ha superato le quattrocento pagine e il testo è arrivato oltre pagina 416. Non significa che il libro finito avrà questa lunghezza, perché sto ancora scrivendo, ci saranno altre revisioni e l’impaginazione definitiva potrà cambiare parecchio il numero delle pagine. Ma non sono neppure quattrocento pagine di appunti o di materiale ancora da mettere in ordine: quello che vedete è già il manoscritto sul quale sto lavorando.
La parte più impegnativa, fin qui, non è stata scrivere. È stata documentare.
Ogni volta che nel libro compare un’affermazione importante devo sapere da dove arriva, controllare che la fonte dica davvero quello che le sto facendo dire, confrontarla quando serve con altre fonti e distinguere ciò che è un fatto da ciò che è un’accusa, una testimonianza, una ricostruzione investigativa, una tesi difensiva o una conclusione del giudice. Questo significa lavorare su sentenze, informative, verbali, intercettazioni, deposizioni, documenti processuali e materiale emerso in momenti diversi nell’arco di vent’anni.
Le note documentali e bibliografiche inserite finora sono quasi seicento. Probabilmente è il numero che racconta meglio di tutti il lavoro che c’è dietro queste pagine, perché quasi ogni passaggio importante deve poter essere ricondotto a qualcosa che il lettore, almeno in linea di principio, potrebbe andare a controllare.
Il testo naturalmente continuerà a cambiare. Un capitolo può essere accorciato, un altro può avere bisogno di più spazio, alcuni passaggi possono essere spostati e una nuova verifica può ancora costringermi a riaprire qualcosa che pensavo di avere chiuso. Ma gran parte del lavoro più pesante, quello di raccolta, confronto e verifica delle fonti, è già dentro il manoscritto.
Se questo diario deve accompagnare la nascita del libro, mi sembra quindi più sensato partire da qui invece che dalla prima pagina. Il lavoro è cominciato da poco più di due mesi e oggi sono arrivato verso la conclusione della terza delle quattro parti che ho previsto.
La prima è dedicata al processo sportivo del 2006. La seconda alle indagini penali, al modo in cui furono costruite e a come vennero raccolte e interpretate alcune delle prove. La terza entra direttamente nelle accuse: l’associazione, il potere attribuito al cosiddetto sistema, le designazioni arbitrali, le griglie, i sorteggi e poi, una per una, le singole frodi contestate. La quarta sarà dedicata alle sentenze e ai ricorsi.
A metà luglio questo libro era ancora un progetto appena nato. Pensavo di recuperare alcuni vecchi articoli di uccellinodidelpiero, rileggerli alla luce di quello che sappiamo oggi e rimetterne almeno una parte online. Poi ho cominciato a verificare una cosa, quella verifica ne ha richiesta un’altra e, poco più di due mesi dopo, mi sono ritrovato con oltre quattrocento pagine e quasi seicento note.
Il modo più semplice per farvi capire che cosa sta prendendo forma, a questo punto, è mostrarvi i capitoli scritti finora.
PARTE I — IL PROCESSO SPORTIVO
Prima del processo
1.1 Il tappo
1.2 Ogni giorno
La costruzione dell’accusa
1.3 Chi accusa, chi giudica
1.4 La relazione Borrelli
1.5 Su cosa si fondava?
1.6 Settanta capi
Il processo
1.7 Tutto in sei udienze
1.8 Serie B
1.9 «Stangatina»
1.10 Il calcio è salvo. La Juve no.
1.11 Per nove punti
PARTE II — IL PROCESSO PENALE: LE INDAGINI
2.1 Torino, Roma, Napoli
2.2 Due processi
2.3 Perché proprio a Napoli?
2.4 Dall’«uomo nero» a Moggi
2.5 I primi telefoni
2.6 La «combriccola romana»
2.7 Il «ribaltone»
2.8 «Secondo me»
Il sistema alla prova
2.9 Il Fortino
2.10 La Bolla
2.11 Il Cavallo di Troia
2.12 La scheda italiana
2.13 Parola per parola
2.14 L’incontro alla Saras
2.15 Operazione Ladroni
2.16 Il Modello 45
2.17 «Ci penso io»
2.18 «Naturalmente»
2.19 Pagina 3
Fuori dall’inquadratura
2.20 Uccelli paduli
2.21 Non c’interessa l’Inter
2.22 Come ci si difende da ciò che non si trova?
2.23 I «Baffetti»
2.24 «Quattro, quattro, quattro»
2.25 «Sceglili bene»
2.26 Il clima giusto
2.27 La lista della spesa
2.28 Il grande capo
2.29 Ma quindi telefonavano tutti?
2.30 «Piaccia o non piaccia»
La costruzione della prova
2.31 Una Sunrise sulla scrivania
2.32 Come si dà un nome a una SIM
2.33 Contatti, non conversazioni
2.34 Che cosa nasconde una SIM?
2.35 Chi stavamo cercando?
2.36 A telefoni scoperti
2.37 Quando un’ipotesi diventa un fatto
2.38 Marco Gabriele
PARTE III — IL PROCESSO PENALE: LE ACCUSE
3.1 I capi d’imputazione
Il potere della presunta associazione
3.2 Capo A — L’associazione a delinquere
3.3 Il Bar Sport
3.4 Il controllo della RAI
3.5 Il potere politico
3.6 Il condizionamento arbitrale
3.7 Gli arbitri «svizzeri»
Il test del dominio
3.8 Sette presidenti
3.9 Senza contraltari
3.10 Griglie e sorteggi
Le frodi alla prova
3.11 Capi P e R — Solo la Svizzera
3.12 Capi C e D — Dai contatti alla frode
3.13 Capo B — Le ammonizioni mirate
3.14 Capo F — Cinquanta occhi
3.15 Capi E e G — De Santis «Juventino»
3.16 Capi I e L — De Santis «Juventino»
3.17 Capi T e A6 — De Santis «Milanista»
3.18 Capo A10 — De Santis «Viola»
3.19 Capi A5 e A9 — Il salvataggio della Fiorentina
3.20 Capi U e V — «Bisogna salvarsi in tutti i modi»
3.21 Capi H, S e A8 — La Reggina favorita
3.22 Capo A1 — La Reggina sfavorita
3.23 Capi N, O e Z — Racalbuto
3.24 Capi M e A2 — Bertini
3.25 Capo Q — Juventus-Udinese
3.26 Capi A3 e A4 — Milan sfavorito, Milan favorito
3.27 Capo A7 — Arezzo-Salernitana
3.28 Tutte le frodi, viste insieme
PARTE IV — SENTENZE E RICORSI
Questa è la parte che devo ancora scrivere.
La struttura potrà ancora cambiare, perché il libro è in lavorazione e manca tutta la quarta parte. Ma il quadro ormai è questo, e gran parte del lavoro documentale che lo sostiene è già dentro queste pagine.
Sarà un viaggio ancora lungo.
Ma è già partito e anche grazie al vostro supporto sono certo che sarà un gran bel libro.

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