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Diario del Libro #1 – Perché il libro

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Non è acquisto o preordine del libro.

Questo libro, all’inizio, non era un libro.

Qualche mese fa ho recuperato da un vecchio backup una parte degli articoli che avevo pubblicato su uccellinodidelpiero, il blog che aprii nel 2009 e che per alcuni anni seguì molto da vicino Calciopoli, soprattutto attraverso ciò che emergeva durante il processo penale di Napoli.

L’idea iniziale era piuttosto semplice: recuperare quei testi, sistemarli dove necessario e rimetterne online una selezione. Erano passati quasi vent’anni, il sito non esisteva più da tempo e mi sembrava un peccato che una parte così importante del lavoro che avevo fatto allora fosse diventata praticamente introvabile.

Poi ho cominciato a rileggerli e mi sono accorto che il problema era proprio quello: erano articoli scritti allora.

Calciopoli, per chi cercava di seguirla mentre accadeva, era stata una storia costruita giorno dopo giorno. Nel 2006 uscivano intercettazioni, informative, ricostruzioni giornalistiche, atti e sentenze a una velocità tale che spesso si riusciva appena a leggere ciò che era disponibile prima che arrivasse qualcosa di nuovo. Quando nel 2009 iniziò il processo penale, cominciarono poi a emergere altre telefonate, testimonianze e documenti che allargavano il quadro e, in alcuni casi, costringevano a tornare su episodi che tre anni prima sembravano ormai chiariti.

Anche molti degli articoli di uccellinodidelpiero erano nati così: dentro quella sequenza, con le informazioni disponibili in quel momento.

Ripubblicarli oggi senza fare altro avrebbe quindi avuto poco senso. Non perché fossero necessariamente sbagliati, ma perché nel frattempo sono arrivate sentenze definitive, nuovi documenti, trascrizioni e testimonianze, oltre a una quantità di materiale che allora semplicemente non potevo conoscere.

Così ho cominciato a controllare.

Prima un articolo, poi un altro. Una telefonata rimandava a un documento, quel documento a una testimonianza, quella testimonianza a una sentenza. E abbastanza presto mi sono accorto che non stavo più restaurando un vecchio blog.

Stavo tornando dentro Calciopoli.

Con una differenza importante: questa volta non dovevo soltanto verificare quello che era stato detto da investigatori, accusatori, difese, testimoni o giudici. Dovevo verificare anche quello che avevo scritto io.

Capire quali intuizioni avessero resistito, quali convinzioni fossero nate da informazioni incomplete, quali giudizi andassero ridimensionati e quali domande, invece, fossero ancora lì vent’anni dopo.

È stato a quel punto che ha cominciato a prendere forma l’idea di un libro.

Non so ancora quanto sarà lungo (tanto!), né quale sarà esattamente la sua forma finale. È un lavoro tuttora in corso e continua a cambiare mentre controllo le fonti e riscrivo i capitoli. So però perché, a un certo punto, la forma dell’articolo ha cominciato a sembrarmi insufficiente.

Calciopoli è stata raccontata per vent’anni soprattutto per frammenti: una telefonata, una sentenza, una dichiarazione, una partita, una nuova intercettazione emersa anni dopo. Ogni pezzo può essere importante, ma preso da solo racconta soltanto una parte della storia, e spesso elementi che appartengono allo stesso episodio sono diventati pubblici a distanza di anni.

A me interessa provare a rimetterli nello stesso quadro.

Partire dall’inizio, rispettare la cronologia di ciò che si sapeva in ogni momento, distinguere un fatto da un’accusa, una telefonata dall’interpretazione che ne è stata data, una testimonianza da ciò che realmente dimostra. E soprattutto poter seguire una domanda fino in fondo, senza doverla interrompere perché un articolo è già diventato troppo lungo o perché un video deve necessariamente concentrarsi su un solo tema.

Da qui nasce il libro che sto provando a scrivere.

Ed è anche il motivo per cui nasce questo diario: raccontare il percorso mentre avviene, le cose che cambiano, quelle che reggono, quelle che devo riscrivere e magari anche qualche strada che sembrava buona e poi non lo era.

Non sarà facile trovare un editore interessato, non sarà semplice capire come finanziare un lavoro di queste dimensioni e non è scontato, vent’anni dopo, tornare su fatti che molti considerano ormai chiusi e sui quali forse non tutti hanno particolare voglia di tornare.

Proprio per questo mi piace l’idea di affrontare il percorso insieme, raccontandolo mentre prende forma. E sapere che, passo dopo passo, questo lavoro può contare anche sul vostro supporto rende tutto un po’ meno complicato — e molto più bello.


3 risposte a “Diario del Libro #1 – Perché il libro”

  1. Cescoz

    Alcune idee:

    – invece di un libro, una “wiki”: in questo caso, ogni pagina all’interno puo’ avere link da seguire che riportano magari al pezzo di informativa che si sta discutendo, ad un video su youtube dove si puo’ sentire un’intervista di quell’epoca, etc… (Nota: il vantaggio e’ che la wiki potrebbe essere aggiornata un pezzo alla volta, stimolando anche la discussione online _mentre_ stai ri-raccogliendo i pezzi)

    – come finanziare: se segui l’idea di cui sopra, il pulsante per le donazioni e’ automatico. Ho altri 2 suggerimenti alternativi/paralleli:

    1) simil-kickstarter: ti “vincola” ad una finestra temporale perche’ di solito le campagne hanno una fine, ma tra i goals potrebbe esserci il libro (simile ad un pre-ordine) e altri bonus (copie autografate, materiale extra, un cd che contiene tutte le intercettazioni, cose del genere). Per prendere ispirazione puoi rifarti campagne come quelle fate da GamersNexus per i loro video piu’ recenti: https://store.gamersnexus.net/data-dragnet

    2) Patreon: supporto piu’ continuo e con i tier piu’ alti di supporto potresti includere delle dirette riservate in cui i supporter posso interagire con te direttamente o altri rewards.

    Mi permetto di scriverti queste idee solo perche’ il progetto e’ proprio una cosa che ritengo molt interessante e ci tengo a vederlo realizzato. Non appena prende forma meglio, vedo anche il modo migliore per supportarti 😀

    In ogni caso, in bocca al lupo!

  2. Laura

    É molto interessante quello che stai facendo.
    A me piace capire cosa é successo realmente.

  3. Andrea A.

    Un lavoro davvero immane di controllo e coerenza su un capitolo davvero complesso e oscuro della storia del calcio italiano.
    Lo apprezzo moltissimo e lo leggerò senza il minimo dubbio.

    Grazie!

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