• PERCHÈ UN UCCELLINO?

    L’Uccellino mi accompagna sul web da molti anni. Prima come avatar, poi come nome di un progetto e infine come una vera e propria identità visiva. Per molte persone che mi seguono, ancora oggi Antonio Corsa e quell’Uccellino sono praticamente la stessa cosa.

    Ma tutto è nato quasi per scherzo.


    Da dove nasce l’Uccellino

    Ai tempi dei forum ero conosciuto soprattutto come ACB. Quando riportavo una notizia o un’indiscrezione, la chiamavo una “cinguettata” e, quando qualcuno inevitabilmente chiedeva «fonte?», rispondevo: «Me l’ha detto un uccellino».

    Quando nel 2009 decisi di creare il mio primo progetto editoriale personale, quella vecchia gag diventò il nome del blog: Uccellinodidelpiero.

    Mi piaceva anche per un altro motivo. Il nome era leggero, quasi poco serio, mentre ciò che pubblicavo sul blog spesso lo era moltissimo: Calciopoli, giustizia sportiva, intercettazioni, documenti, oltre naturalmente alla Juventus.

    Quel contrasto era voluto. Un modo per ricordare, anche a me stesso, di non prendersi mai troppo sul serio e di andare oltre le apparenze.

    Il blog si è chiuso nel 2012, ma l’Uccellino è rimasto.

    Negli anni ha smesso di essere soltanto il ricordo di Uccellinodidelpiero ed è diventato semplicemente il mio simbolo.


    Perché non mi mostro

    La scelta di non mostrare il mio volto è molto più antica di YouTube e delle live. Ho iniziato a frequentare Internet quando ci si presentava con uno username e un avatar, non necessariamente con nome, cognome e fotografia.

    Da allora ho sempre preferito mantenere una separazione tra la mia attività pubblica e la mia vita privata. Non mi mostro sui social e non ho mai sentito una particolare necessità di cambiare questo rapporto con il web soltanto perché, nel frattempo, sono cambiate le piattaforme.

    Credo che ciascuno possa costruire il proprio spazio online anche scegliendo le proprie regole.

    C’è poi una ragione molto più pratica: è comodo.

    Durante una live posso concentrarmi completamente sulla discussione. Posso prendere appunti, cercare un dato, controllare un documento, preparare una grafica, occuparmi della pubblicazione di un podcast o semplicemente ascoltare un altro interlocutore senza dover pensare continuamente alla telecamera, alle luci o a come appaio.

    Mi permette di concentrarmi più su cosa dire che su come apparire.


    Prima le parole

    Mi piace l’idea che, per comunicare, possano bastare una tastiera e un microfono.

    Non perché l’immagine non abbia valore — sarebbe paradossale sostenerlo mentre lavoro quotidianamente con video, grafiche e YouTube — ma perché provo a fare in modo che non diventi più importante di quello che sto dicendo.

    È un tema sul quale hanno riflettuto a lungo studiosi dei media come Neil Postman, che in Amusing Ourselves to Death analizzò le conseguenze del passaggio da una cultura fondata prevalentemente sulla parola a una dominata dall’immagine e dall’intrattenimento.

    È una riflessione che sento ancora molto attuale: nell’immagine entrano inevitabilmente l’aspetto, la presenza scenica, la capacità di risultare simpatici, autorevoli, convincenti. Tutte cose che possono arricchire la comunicazione, ma che possono anche influenzare il modo in cui giudichiamo ciò che una persona sta dicendo.

    Io preferisco, per quanto possibile, che chi mi ascolta debba confrontarsi prima di tutto con le parole, gli argomenti, i dati e i documenti.


    Da avatar a brand

    Oggi, però, l’Uccellino non serve semplicemente a “nascondermi”.

    Dopo tanti anni sarebbe riduttivo considerarlo soltanto un avatar dietro il quale non mostro il volto. È diventato il filo che collega le diverse fasi della mia presenza sul web: ACB, Uccellinodidelpiero, i blog, i podcast, le live e oggi 2Talks.

    È rimasto mentre tutto il resto cambiava.

    Ed è probabilmente questa la risposta più semplice alla domanda iniziale: perché proprio un Uccellino?

    Perché ormai, sul web, è casa.


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