Finalmente (o purtroppo?) Matuidi - AntonioCorsa.it

Finalmente (o purtroppo?) Matuidi

Dopo qualche passaggio a vuoto e tanto stress per un senso di incompiutezza che si trascinava dal mancato acquisto all’ultimo secondo di Witsel della scorsa estate (e poi inverno), la Juventus ha “finalmente” acquistato il tanto atteso centrocampista centrale per rinforzare la rosa: si tratta di Blaise Matuidi, 30 anni compiuti ad aprile, francese, prelevato per 20 milioni di euro (più potenziali 10,5 di bonus) dal PSG. Non esattamente il giocatore in cima ai desideri dei tifosi, ma questa non è una novità: per lo juventino medio, eternamente insoddisfatto e pessimista, i migliori sono spesso quelli che non si riesce a prendere e, quelli che prendi, non sono quasi mai bravi abbastanza, è storia nota. Vediamo di capire insieme a Davide Terruzzi se sarà anche questo uno dei casi di “bidone” gridato troppo in fretta da parte della tifoseria o se, a questo giro, la delusione sia davvero giustificata.

Partirei da una premessa: Matuidi non è proprio l’ultimo degli stronzi, né uno “scarto del PSG”, e ve lo dice uno che, dovreste saperlo, segue abbastanza la Ligue 1. Potrei citarvi dei numeri piuttosto inequivocabili a supporto: l’anno scorso ha giocato da titolare 26 partite su 36 in Ligue 1, 5 su 6 in Coupe de France e 8 su 8 in Champions League, tutte. Se volete, aggiungeteci pure 7 su 11 con la Francia, per completare. Si tratta perciò di un giocatore di rotazione, importante, che gioca sempre un ottimo numero di partite, la maggior parte delle quali da titolare. L’anno scorso Emery e Deschamps l’hanno impiegato per 4316′ totali, e non sono pochi. Poi quest’estate ha per la seconda volta di fila chiesto la cessione e il PSG ne ha finalmente preso atto (Raiola c’ha i suoi metodi) accontentando il giocatore e acconsentendo questa volta al suo trasferimento in bianconero. Dico questa volta perchè l’anno scorso il suo passaggio alla Juve era praticamente cosa fatta. Era tutto pronto: le carte, gli articoli, le foto photoshoppate, gli hashtag. Poi – il mercato è una sorpresa continua – saltò tutto all’ultimo per un capriccio della proprietà qatariota.

Detto questo, la Juventus ha scelto nuovamente lui e lo ha fatto acquistando un giocatore che non pare adatto per caratteristiche ad un modulo con 2 centrocampisti, pur avendoci giocato (ma in un altro campionato e in un altro contesto). La sua vera forza non è infatti nel presidiare la mediana, né nel far circolare la palla: è molto bravo piuttosto nel pressare l’avversario, anche lasciando la posizione (come fa Khedira) e, nel caso, coprendo orizzontalmente il campo a protezione degli esterni. In attacco, invece, ha ottimi tempi di inserimento, si sa rendere sempre pericoloso buttandosi dentro, favorisce i break offensivi grazie alla sua velocità e, all’occorrenza, sa anche aggredire gli spazi esterni andando sul fondo. Insomma, è un giocatore fatto e finito per il 4-3-3, con caratteristiche ben definite, ma non adatto per l’attuale modulo. Chiedo subito a Davide (da ora in arancione), perciò, cosa dobbiamo aspettarci da questo acquisto e se le caratteristiche appena descritte di Matuidi possano tornare in qualche modo utili alla causa, e come.

Come scritto in un precedente articolo, credo si debba partire da una considerazione semplice, quasi ovvia, sulle caratteristiche dei giocatori acquistati e di quelli ceduti (Bonucci, Dani Alves). Siamo abituati a una Juventus che ha esasperato il possesso palla basso per attirare il pressing avversario, sviluppando in seguito azioni veloci in campo aperto; questo stile di gioco poteva contare sulle qualità tecniche di Bonucci e Dani Alves, ma presentava la tendenza all’allungamento della squadra con conseguenti ricadute negative in fase di transizione. Chiaramente, queste difficoltà si presentano quando non sei in forma o affronti formazioni abili nel pressing e di livello assoluto. La sessione estiva di mercato ha portato all’acquisto di due esterni che hanno le caratteristiche adeguate per collegare l’attacco col centrocampo. La Juventus 2017-2018 dovrebbe quindi spostare il proprio gioco più avanti di una ventina di metri, sviluppando la propria manovra maggiormente a centrocampo. Per questo si è spesso identificato in un centrocampista in grado di cucire difesa e centrocampo l’acquisto ideale. Matuidi, come scrivi anche tu, non è chiaramente adatto a un centrocampo a 2 e non possiede queste caratteristiche.

Le possiede Marchisio, però, che forse ci siamo dimenticati troppo in fretta?

Sì. Sbagliando, anche noi, ci siamo dimenticati che nella rosa d’Allegri c’è uno dei migliori interpreti in circolazione, perfettamente in grado di giocare in questa posizione e d’aiutare la squadra ad avviare e sviluppare poi la manovra: Claudio Marchisio è perfetto e permette alla Juventus di mantenere un buon equilibrio grazie al suo senso tattico e a un dinamismo che lo rende utile nel prevenire e assorbire i contropiede avversari.

L’acquisto di Matuidi, perciò, sei d’accordo con me, non significa necessariamente addio al 4-2-3-1 (o quantomento: lo vedremo), ma significa la certezza che Marchisio, uomo spogliatoio e giocatore fondamentale per questa squadra, sia tornato sui suoi livelli pre-infortunio (come abbiamo potuto apprezzare dalle prime amichevoli stagionali) e che si ripartirà forte da un fuoriclasse come lui al centro del campo, sia a 2 che a 3. Insomma niente grossi investimenti, ma l’usato sicuro del nostro buon Claudio.

Matuidi, così la leggerei io, è il centrocampista d’esperienza preso per completare la rosa e permettere una variante tattica da assorbire con i necessari tempi di apprendimento e magari proporre con più costanza quando il gioco si farà duro o quando le necessità tattiche lo imporranno (tanto finisce sempre così: parte ultimo nelle rotazioni, e poi gioca come visto quasi tutte le partite lui: agli allenatori quelli come lui piacciono, tanto) (e ad Allegri piace Sturaro…).

Esatto. Matuidi permette il passaggio al centrocampo a 3 e al conseguente 4-3-3 col tridente Dybala-Higuain-Douglas Costa perfettamente assortito. Avere più linee sfalsate in mezzo al campo agevolerebbe l’avvio della manovra, sebbene il francese possa essere utilizzato solo come sponda lungo il campo e non come fonte di gioco. Matuidi è stato solitamente impiegato da interno sul centro sinistra, ma non credo possa giocare in contemporanea con Khedira: i due son troppo simili (col tedesco più intelligente tatticamente e più “pesante” nel palleggio), entrambi difendono abbandonando la posizione e attaccano inserendosi negli spazi, e lascerebbero così il regista-mediano da solo. Resta da capire come Allegri vorrebbe comporre il trio di centrocampo avendo a disposizione vari incastri: credo che si procederà per via sperimentale, come sempre, trovando sul campo la soluzione migliore.

Sbaglio se dico che, difensivamente (e sottolineo difensivamente, altrimenti peccherei di lesa maestà), potrebbe colmare il buco lasciato dalla partenza di Pogba e parzialmente tappato da Mandzukic schierato esterno (e a questo punto serio candidato a “perdere” il posto in favore del francese con un cambio modulo)? Cioè magari quest’asia da costruzione del gioco ce l’abbiamo più noi di Allegri, che invece è più preoccupato degli equilibri della squadra, specie difensivi.

Non sbagli nel paragone. Il buon Paul è un giocatore dominante anche senza la palla, sebbene con le sue difficoltà in fase di difesa posizionale, ma è tutto tranne che un cattivo difensore. E allora Matuidi, che è un giocatore molto dinamico, capace di coprire ampie porzioni di campo sia in verticale che in orizzontale, formidabile nel pressing e nel recupero dei palloni, bravo negli inserimenti, può avere senso. Un ottimo giocatore, questo è, senza il pallone, ma non di livello col pallone. Eppure ha giocato, da titolare, nel PSG componendo il trio di centrocampo assieme a Motta e Verratti di una squadra che aveva alte percentuali di possesso palla. In una mediana a 3, quindi, potrebbe proteggere la difesa senza esporla a pericolosi contropiede, alzando il dinamismo e l’intensità senza palla.

È tempo di tirare le somme, perciò. È difficile giudicare un acquisto non avendo bene in mente le necessità dell’allenatore o l’obiettivo di Marotta (e non essendo un professionista, per aggiungere la dovuta dose di umiltà al pezzo 😒). Se, come detto anche da Davide, l’idea era quella di sostituire Bonucci e Dani Alves (e in particolare la capacità di creare gioco di entrambi, tra le altre cose), beh no, non lo hai fatto col mercato, e l’acquisto di Matuidi non agevola particolarmente il compito, ammesso lo vogliano perseguire, di spostare il baricentro in avanti di 20 metri poiché il francese non aiuta per niente nella costruzione del gioco e ad oggi l’arma migliore per farlo è quella di ricorrere a due giocatori che già avevi in rosa promuovendoli dalla panchina, ovvero Rugani e Marchisio, a prescindere dal modulo. Matuidi aggiunge però sostanza, non qualità.

E allora ci sono due modi di vedere questo acquisto e di intrepretare il disorientamento post-acquisto: quello più ottimistico, è che il Marchisio visto in pre-season abbia di nuovo convinto Allegri delle sue condizioni (di sicuro ha convinto me!), lo abbia rassicurato e si sia riguadagnato un posto facendo desistere la società dallo spendere cifre importanti (40+ milioni) per gente “da 4-2-3-1” (Strootman, N’Zonzi) che avrebbe spedito uno tra lui e Khedira a fare la riserva della riserva, in fondo alla panchina. Quella più pessimistica, è che non si sia semplicemente riusciti ad acquistare nessun “big” per vari motivi (non ce li davano, costavano troppo) e che si sia deciso, perciò, di virare verso la soluzione interna “promuovendo” Marchisio e ripiegando verso l’acquisto di un giocatore meno costoso ma comunque in grado di dare qualcosa di diverso, più che di migliorare l’esistente. Niente Emre Can e niente Tolisso, lasciato al Bayern dopo un lungo corteggiamento. E niente Milinković-Savić o Nainggolan, inarrivabili. Ma lo stesso uomo che già si cercava l’anno scorso, senza tenere conto del 4-2-3-1. Chi è convinto della prima ipotesi, resterà con la sua e altrettanto farà, probabilmente, anche chi è per la tesi del “ripiego”.

Certo è che Matuidi “doesn’t make a splash”, per citare l’Anthony Molina di Draft Day. Non è un giocatore che fa sognare, non è quel fuoriclasse che riduce il gap col centrocampo del Real Madrid (Real che, visto anche quest’estate, pare irraggiungibile per chiunque), non soddisfa la sete di tutti, nemmeno all’interno della nostra redazione. E lo capisco. Ma, per vedere il bicchiere mezzo pieno, è un nettissimo e incontestabile miglioramento rispetto a Lemina, Rincon e Sturaro, così come potenzialmente lo è Bentancur. Il nostro centrocampo con lui (loro) e col ritrovato Marchisio è perciò sulla carta più forte di quello dell’anno scorso, ma la squadra tutta rischia di dover faticare, come ormai ci ha abituato, a trovare la giusta quadra prima di potersi esprimere con continuità sui livelli della seconda parte della scorsa stagione.