Calciopoli. Le telefonate del Milan/2 - La morte del Santo Papa - AntonioCorsa.it

Calciopoli. Le telefonate del Milan/2 – La morte del Santo Papa

Siamo arrivati all’undicesima giornata di Campionato. Alle 18,01 del 1 aprile 2005 l’assistente Gabriele CONTINI, designato per Milan-Brescia, telefona ovviamente a Leonardo Meani. I due si mettono d’accordo per vedersi subito dopo la partita, per stare assieme a cena. Meani allora gli ricorda come nonostante fosse la quarta volta con loro, era riuscito lo stesso a farlo designare: «… figa! Se non c’era zio però sempre, eh…». Zio. Più di amici, quasi parenti! Si parla delle solite cose, affari loro. Tipo perchè Puglisi non fa mai il Milan.. (chissà perchè..). Poi Meani affonda: informa Contini di aver parlato con Mazzei (designatore degli assistenti) e di averlo «spaventato» minacciandolo di non designare più l’assistente Pisacreta (cos’è? una preclusione?) «altrimenti Galliani s’incazza!». Ma tutto questo ai Carabinieri non interessa. Per loro è rilevante solo il fatto che i due individuino nella Juventus la responsabile dell’esilio di Puglisi (l’ultrà rossonero). Il resto è tutto normale, come sempre.

E veniamo così al 3 aprile. Direttamente. Tagliando tutto il resto. Ore 12,07. Causa morte del Papa, Meani chiama il segretario del Milan SILVANO (neanche il cognome si sa..) il quale lo informa che il Campionato subirà uno slittamento. Moggi, lo ripeto, era stato accusato di aver lui determinato tale decisione. E invece… basta ascoltare l’audio, perchè si commenta da solo.

Ovviamente ai Carabinieri interessano solo le parolacce contro Moggi di Galliani. Non i fatti. “I due poi concludono esprimendo giudizi alquanto negativi sull’accoppiata Moggi-Capello”. Quello interessa.

Telefonata del 4 aprile tra l’assistente PUGLISI e Meani. Non ve la faccio lunga: anche qui i due commentano la designazione della terna arbitrale scelta per il derby milanese di Champions (quindi neanche del Campionato, parlano). Ovviamente la loro va bene (nonostante prima avessero chiesto esplicitamente due arbitri), mentre quella della Juve no «De Bleeckere è uomo di Pairetto..». Il bello è che scrivono pure il commento di Puglisi «l’importante che noi riusciamo a fargli il culo a sti interisti…». E poi hanno pure il coraggio di chiedersi perchè non lo mandassero a fare il Milan..

Molto interessante è la telefonata delle 11,28 con l’arbitro Emidio MORGANTI. Quest’ultimo chiama Meani per chiedergli un favore: «Ascolta Leo, io ti disturbo per quella cosa che già ti avevo chiesto.. della Juve. Adesso capisco che non è il momento, però giusto per ricordartelo e poi te lo farò presente di nuovo..». Cosa fosse questa cosa della Juve non è dato saperla. Ad ogni modo l’argomento si sposta sul solito De Bleeckere «figlioccio di Pairetto», col Meani che piange con Morganti. A quel punto, dopo aver parlato anche delle altre designazioni di Champions, Meani sposta il tiro sulla situazione italiana. Sentite la risposta di Morganti: «Quest’anno c’è stato, sembra una sciocchezza no.. poi con te… (posso dirlo, ndr).. il fatto che non ci sia più la segretaria.. (la Maria Grazia FAZI, segretaria della CAN l’anno precedente assieme a Manfredi Martino, ndr). O guarda, tu non puoi immaginare.. cioè.. ma tutti, tutti, tutti, tutti. Mo non so… Paolo (Bergamo, ndr) lo vedo un pò che… anche se ci tiene, perchè il suo orgoglio è altissimo, però lo vedo un pò già smollato per la fine, nel senso che pensa a fare bene quello che stiamo facendo adesso.. vuole metterci tutto, però già c’ha pensieri.. (Collina, ndr)». Irrilevante (compreso il commento sulla Fazi, neanche nominata). Interessa solo De Bleeckere.

Il 7 aprile l’osservatore arbitrale Pasquale D’ADDATO chiama Meani per anticiparli che di lì a poco sarebbe andato «in qualche maniera» a visionare una partita del Milan. Poi “batte cassa”: chiede a Meani che Galliani si adoperi per sponsorizzare un suo uomo come presidente degli arbitri della regione Puglia. In particolare, chiede che si muova tramite Tullio LANESE, presidente AIC (e presunto Cupolaro, aggiungo, ma evidentemente non tanto fedele, visto che intratteneva rapporti con Galliani e Facchetti. E che rapporti….). I due fissano un appuntamento. E questa è forse la prima telefonata dove non viene nominato Moggi. Champagne.

Niente paura: in soccorso arriva la telefonata serale delle 20,51 con Danilo NUCINI, il grande accusatore di Moggi, il quale comincia un sormone che va dagli anni ’90 con Moggi che controllava le designazioni con Baldas. Gli risponde Meani, che aggiunge come lo facesse tramite un giornalista, Danilo DI TOMMASO (ex Gazzetta dello Sport e Tuttosport), che dettava gli accoppiamenti al designatore per “ordine” del dirigente juventino (che all’epoca non era nemmeno juventino). Fonte? CASARIN (ex designatore pure lui).  E va bè, a questo si può rispondere solo con attività dibattimentale, in tribunale. Certo, se solo si fossero interessati di ascoltare Di Tommaso e Casarin. Per voi l’hanno fatto?

Arriviamo così all’ultima telefonata, del 10 aprile 2005.

Sono le 15,46 e Meani, il giorno dopo l’1-1 del Milan col Brescia, telefona all’arbitro dell’incontro, il sig. Pasquale RODOMONTI (Cupolaro, manco a dirlo). Entrambi concordano che è andato tutto bene (alla faccia della Cupola). Ma Meani è Meani, un fuoriclasse. E allora tira fuori il jolly. «Ti ho fatto anche prendere 7 da Cecere (giornalista della Gazzetta dello Sport, ndr)». La differenza con la patente a punti di Baldas resta un mistero.

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