Scommessopoli. 1 su 10 ce la fa (mio intervento a Juventus Channel)

Oggi pomeriggio ho avuto il piacere di intervenire telefonicamente alla trasmissione “231 Estate” (link) di Juventus Channel. Non essendo per motivi di tempo riuscito a terminare per intero il concetto, per favorire anche quanti non abbiano potuto seguire la diretta, vi riporto il mio pensiero trascrivendo la parte andata in onda e aggiungendo un pensierino su Filippo Carobbio ritenuto credibile a convenienza. Aggiungo anche le statistiche citate, per correttezza.

Premesso che posso anche essere d’accordo col dott. Battista sul patteggiamento, e l’ho anche scritto, aggiungerei qualcosa, se me lo permettete, per far capire meglio la scelta di Conte: non vorrei tediarvi troppo con i numeri ma fanno davvero capire piú di mille parole di cosa stiamo parlando e forse anche il perché si sia fatta questa scelta (nonostante la si possa legittimamente pure non approvare). Lasciamo un attimo da parte il processo in corso: su 56 deferiti del primo filone 2012 di Cremona, escludendo le 5 posizioni stralciate causa calciatori in carcere, in 19 (un terzo) hanno patteggiato, 4 sono stati prosciolti e in 52 sono stati squalificati (con patteggiamento o meno). Parliamo del 93%.

Tra quelli che non hanno patteggiato andando a processo, poi, solo in due si sono visti ridotti la squalifica in appello.

Su 1542 mesi (se ho fatto bene i conti, ma cambia poco) chiesti complessivamente a giudizio da Palazzi, la Disciplinare ne ha riconosciuti 1386 (il 90%), l’Appello 1329 (l’86%).

E’ chiaro che, se queste sono le cifre, comprendo chi preferisce patteggiare. Umanamente, dico, lo capisco. Ed é per questo che, a questo giro piú ancora che nel precedente, in tanti hanno fatto questa scelta. Per questo e non per altro, come suppone qualche giornalista in rosa oggi (Palombo….).

Ad ogni modo, su Conte: quello che mi ha colpito, credo come tutti, è l’enorme forbice che si é venuta a creare tra i 3 mesi e soldi che per la procura sportiva erano sufficienti per chiudere il tutto e i 15 mesi non trattabili che poche ore dopo sono diventati la sanzione minima accettabile dallo stesso Palazzi. Dice: é la prassi. E il cronista di Sky ieri ci teneva pure a precisare che si sarebbero potuti chiedere fino a 18 mesi, quindi a Conte gli é quasi andata bene.

La domanda che mi pongo però é: a chi andava bene davvero il patteggiamento? A Conte, o a Palazzi? A Conte si capisce dalle statistiche di prima il perché, ma mi domando: per quale motivo se uno (Palazzi) é convinto della colpevolezza di un indagato si accontenta e scende – lui – a patti al ribasso, soprattutto se nell’accordo poi rifiutato Conte si sarebbe avvalso dell’art. 23, ovvero non avrebbe ammesso un bel nulla.

Cosa vuol dire questo: che – probabilmente – la procura era pure felice di chiuderla lì senza dover sottoporre le “carte” al giudizio non tanto della Disciplinare, che potrebbe pure farsele bastare, ma proprio del popolo, della gente.

Ieri sera in radio e tramite social networks provavo a dialogare con qualche tifoso e ho ricevuto – tra i tanti – un messaggio (una domanda) che credo racchiuda al meglio lo stupore della gente che di solito non segue i processi della giustizia sportiva. Ve lo leggo, faceva:

“Una cosa non ho capito, ma apparte le arringhe di oggi, non ci sarà nessun processo?”

Al che ho risposto: “Era QUELLO, il processo. Finito”. Chiaro? Posso immaginare lo stupore provato al leggere la mia risposta, ma questo é: una decina di minuti a testa per i difensori, 4 frasi una dopo l’altra dicendo il possibile in poco tempo e soprattutto l’appello finale fatto dall’avv. De Renzis, legale di Conte, che ha invitato la Disciplinare a non perdere la dignità.

“Tutto qui?” Si.

“Niente testimoni?” No, non sono ammessi.

“E le dichiarazioni giurate?” Neanche.

“Ma perché non hanno controesaminato Carobbio?” Non è possibile, lo può interrogare solo Palazzi.

Conclusione: “Ma non è possibile, questa è una dittatura!”.

Questo – ho fatto un sunto – é quanto la gente comune si domanda, e provo impropriamente a farmene una ragione. E non é certo leggendo alcuni giornali che si hanno risposte a queste perplessità.

(parentesi: ieri l’edizione online della Gazzetta dello Sport, nella cronaca minuto per minuto della giornata, casualmente riportava tutto tranne le parole dei legali di Conte. L’inviato, evidentemente, non era interessato o era in bagno, non so).

E’ esattamente questo il motivo per cui sono fermamente convinto che un eventuale patteggiamento avrebbe fatto comodo, come dicevo, non tanto ad Antonio Conte, che comunque avrebbe dovuto sopportare psicologicamente il peso di un’accusa non dimostrata nei suoi confronti, quanto proprio per l’intero “baraccone” del calcio.

Perchè non c’è, come dicemmo l’altra volta, un singolo testimone che dà ragione a Carobbio: NON UNO. Ci si basa esclusivamente sulle sue dichiarazioni, prendendole per oro colato. Ma Carobbio è lo stesso che ad esempio nell’incolpazione precedente a Novara-Siena, ovvero Siena-Piacenza 2-3, viene ritenuto un bugiardo da Palazzi, che non crede ad una singola parola di quanto dice preferendo la versione opposta alla sua di Gervasoni. Che lo accusa addirittura di aver intascato soldi dagli zingari.

La partita dopo, invece, quella col Novara, crede a Carobbio e non crede a Gervasoni, che dice il contrario di Carobbio e lo ri-accusa di aver contribuito, tramite telefonate con gli zingari, a far scommettere su quella partita, PRIMA della riunione tecnica. Lo accusa pure Erodiani, un altro pentito, che dice che quella partita fu organizzata da lui, Carobbio, e non da Bertani del Novara, mentre Carobbio nega ogni coinvolgimento. Anche Salvini dice che non si comportò in maniera chiara. E Palazzi gli dà l’illecito sportivo, a Carobbio, quindi non gli crede nemmeno lui. Peró su Conte la sua parola é talmente affidabile da essere preferita a quella di tutt la gente, una trentina complessivamente, che sostiene il contrario.

Con l’Albinoleffe stessa storia: si crede a Carobbio e non si crede ad altri pentiti che dicono che Conte volesse vincere.

E c’è un fatto grave, gravissimo, che è quello delle telefonate con gli scommettitori. Carobbio dice il 29 febbraio che con loro non ebbe più contatti, a Siena. A Siena, dice, dopo aver fatto per anni il truccatore di partite, diventa un boy scout. Fanno tutto le società, lui non c’entra. E invece mente, perché ci sono telefonate anche a ridosso della gara con il Novara. Le famose sim egiziane.

In pratica, quando fa comodo, si crede a questo personaggio, un reo confesso che ha organizzato e alterato decine di partite, e si butta a mare la carriera e l’onorabilità di gente che tra l’altro – mi riferisco a Conte – nel primo interrogatorio del 19 gennaio a Cremona, davanti al PM di Cremona, Carobbio neanche nomina. Se ne ricorda dopo.

Questo è e contro questo sistema – chiudo -, ritengo – se me lo chiedete – che sia giusto non scendere piú a patti, ritengo sia giusto non sacrificare piú “ogni istinto di giustizia” e mettere da parte logiche “di puro compromesso”. Il Presidente ha pienamente ragione e, come ammesso ieri da Zamparini a RadioRadio, ha detto quello che molti pensano ma non hanno il coraggio di dire. Onore a Lui e massimo supporto per Conte, Alessio, Bonucci e Pepe.

Ecco la tabella citata.

  Richiesta Primo grado Appello
Alberti 42 42 42
Caremi 42 42 42
Cassano 60 60 60
Catinali 45 9 9
Colacone 48 48 48
Consonni 12 0 0
Comazzi 48 48 48
Coser 36 0 0
Cossato 42 42 42
Cristante 36 36 36
De Falco 54 45 12
Ferrari 36 36 36
Fissore 45 45 45
Fiuzzi 48 48 48
Fontana 42 42 42
Garlini 36 36 36
Iaconi 54 45 45
Iacopino 42 42 42
Italiano 36 36 36
Job 54 42 42
Magalini 48 39 39
Mastronunzio 54 48 48
Nassi 48 36 36
Nicco 36 36 12
Paoloni 6 48 48
Rickler 42 48 48
Rosati 48 39 39
Santoni 60 60 60
Sarri 12 0 0
Sartor 60 60 60
Serafini 42 42 42
Shala 42 0 0
Stefani 48 48 48
Vantaggiato 36 36 36
Ventola 42 42 42
Zamperini 60 60 60
  1542 1386 1329
       
    89,88% 86,18%

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